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PALERMO - La legge che disciplina l'ordinamento della professione di maestro di sci in Sicilia è stata approvata all'unanimità dall'Assemblea regionale, presieduta dal vicepresidente Santi Formica, nella seduta pomeridiana di mercoledì.
Il provvedimento è passato con i voti dei 51 deputati che hanno partecipato ai lavori di Sala d'Ercole.
La legge istituisce il collegio regionale dei maestri di sci della Sicilia e l'albo regionale della categoria.
L'Assemblea ha anche approvato quattro ordini del giorno che impegnano il governo e il presidente della regione ad attuare le iniziative necessarie a tutela dei lavoratori "Arthis Accenture" di Catania; a finanziare le opere pubbliche da realizzare attraverso i cantieri di lavoro; a garantire un adeguato impiego dei vigili del fuoco nelle zone dissestate; a utilizzare il credito d'imposta per le assunzioni di personale a tempo indeterminato nella aziende private.
Un quinto documento sulle iniziative da adottare in difesa dei lavoratori addetti agli sportelli multifunzionali è stato accettato come raccomandazione dal governo regionale.
L'attività d'Aula è stata quindi aggiornata dal presidente Formica a giovedì 11 marzo alle ore 16 con all'ordine del giorno il seguito della trattazione del disegno di legge sulla riforma degli Ato; l'esame del bilancio di previsione della regione per il 2010 e la discussione delle disposizioni programmatiche e correttive per l'esercizio finanziario in corso.
Il piano casa è stato approvato in via definitiva dall'Assemblea regionale siciliana, nella seduta pomeridiana di martedì, con 54 voti favorevoli, 9 contrari e 12 astenuti.
Il voto conclusivo si è avuto alla fine di un ampio dibattito nel corso del quale sono intervenuti 20 parlamentari di tutti i gruppi e ai quali ha replicato, a nome del governo regionale, l'assessore alle infrastrutture e mobilità Luigi Gentile.
Alla presidenza di Sala d'Ercole si sono avvicendati il presidente Francesco Cascio e i vicepresidenti Santi Formica e Camillo Oddo.
Il seguito dell'esame d'Aula del disegno di legge sulla gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati è stato rinviato, così come aveva proposto il presidente Cascio, a mercoledì 10 marzo per consentire al governo e alla commissione per il territorio e l'ambiente, presieduta da Fabio Mancuso, una più approfondita valutazione degli oltre 300 emendamenti.
L'Assemblea ha pure concluso la discussione generale del disegno di legge sull'ordinamento della professione di maestro di sci votando anche, dopo l'intervento dell'assessore al turismo Nino Strano, il passaggio all'esame dei singoli articoli del provvedimento.
La seduta è stata quindi aggiornata a stasera con all'ordine del giorno anche l'esame del bilancio di previsione della regione per il 2010, quello per il triennio 2010-2012 e le disposizioni programmatiche e correttive per l'esercizio finanziario in corso.
Intanto sempre ieri è nato all’Assemblea Regionale Siciliana l’Intergruppo Famiglia e sussidiarieta’, che Mpa, Gruppo Sicilia, Pd, Pdl ed Udc hanno costituito e presentato stamattina alla sala stampa dell’ARS, alla presenza dell’Assessore regionale alla famiglia Lino Leanza e di Giovanni Mangano, presidente del Forum delle Associazioni familiari che riunisce 40 realta’ operanti sul territorio regionale.
Fanno parte dell’intergruppo i deputati Fortunato Romano (MPA), promotore dell’iniziativa, Giovanni Barbagallo (PD), Nino Bosco (PDL), Livio Marrocco (Gruppo Sicilia) e Rudi Maira (UDC).
Obiettivo, aprire un confronto permanente sul tema della famiglia e della sussidiarieta’, e promuovere l’iniziativa privata dei cittadini in forme di autorganizzazione per sperimentare un rapporto più evoluto fra programmazione statale e soggetti privati, fra le politiche regionali e le istanze espresse dalle realtà locali attraverso la valorizzazione della libera iniziativa e del contributo delle associazioni con comprovata esperienza sui temi della famiglia e della sussidiarietà e degli enti presenti sul territorio e riconosciuti dalla Regione.
A livello politico, l’Intergruppo per la Famiglia e la Sussidiarieta’, avviera’ nei termini concordati dal comitato promotore, iniziative legislative sulle tematiche in oggetto, dietro l’attenta analisi dei problemi della Regione Siciliana, in funzione propositiva e in conformità alla Carta Costituzionale, allo Statuto della Regione Sicilia, con particolare attenzione alla tradizione culturale e civile del nostro Nazione e in riferimento al pensiero nella Dottrina sociale della Chiesa.
“Occorre ripartire dalla legge 10 – ha spiegato Romano – migliorando gli strumento normativi e concentrando l’attenzione sul tema della Famiglia, cuore della societa’”.
“Stiamo portando avanti – ha spiegato Leanza – sei disegni di legge per i servizi sociali: gli interventi a favore delle famiglie non si predicano ma si praticano, ecco perche’ abbiamo da subito avviato un confronto con tutti i soggetti coinvolti per ascoltare la vece di quanti operano in questo settore".
PIANO CASA: SCHEDA TECNICA
La legge sul piano casa, approvata oggi dall'Assemblea regionale siciliana, disciplina gli ampliamenti degli edifici esistenti consentendo nuovi volumi. Sono ampliabili solo gli edifici ultimati entro il 31 dicembre 2009 e aventi una volumetria non superiore a 1000 metri cubi. Occorre che si tratti di edifici legittimamente costruiti, con esclusione, quindi, di immobili che hanno usufruito di condono edilizio, ed in regola con il titolo abitativo e con il pagamento delle tasse sugli immobili. Al fine di favorire il rinnovamento del patrimonio edilizio esistente e' possibile demolire e ricostruire edifici residenziali, ultimati entro il 31 dicembre 2009, anch'essi in regola con il titolo abitativo e con il pagamento delle tasse sugli immobili. Gli interventi sono praticabili attraverso aumenti fino al 25 per cento del volume esistente, utilizzando tecniche costruttive di bioedilizia. Il limite e' incrementato del 10 per cento fino ad un ma ssimo del 35 per cento qualora siano adottate tecniche costruttive che utilizzano fonti di energie rinnovabili. E' inoltre possibile ricostruire il medesimo edificio su di un' area diversa, sempre all'interno della stessa area di proprieta', purche' la superficie originariamente occupata dal primo fabbricato demolito sia destinata a verde privato o a parcheggi a servizio dell'immobile. E' inoltre consentita la costruzione di uno o piu' piani interrati destinati a parcheggio, a condizione pero' della cessione gratuita al Comune di superfici destinate a verde pubblico anche attrezzato. Negli edifici diversi dall'abitazione sono consentiti interventi di ampliamento entro il limite del 15 per cento della superficie coperta, comunque non superiore a 400 metri quadri.
In tali fattispecie sono altresi' consentiti interventi di demolizione e ricostruzione con ampliamento del 25 per cento della superficie coperta. Il limite del 25 e' incrementabile del 10 per cento qualora siano utilizzate fonti di energia rinnovabile che consentano l'autonomia energetica dell'edificio. Da tale tipologia di interventi sono esclusi gli edifici alberghieri, turistico - ricettivi e commerciali, ed in ogni caso dovranno ricadere in aree classificate dagli strumenti urbanistici generali come zone industriali.
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