Edizione: SETTEMBRE 2010
 
 

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Scajola: per Termini Imerese ci sono 10 offerte Il 5 marzo se ne parlerą

Saranno presentate in sede di tavolo tecnico al Ministero. Assemblea nello stabilimento Fiat

Per lo stabilimento di Termini Imerese "abbiamo 8/10 offerte, che al Ministero dello Sviluppo Economico stiamo valutando e che presenteremo il 5 marzo al Tavolo dell'Auto al nostro Ministero per valutare quale migliore di esse possa garantire i posti di lavoro. Abbiamo tempo un anno e mezzo", lo ha detto in una intervista a Mattino 5, il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scjola. "Con la Fiat il discorso su Termini Imerese e' chiuso - ha aggiunto. Ma la Fiat concorda con noi che agevolera', non ostacolera', aiutera' una soluzione diversa". Ottimismo anche per lo stabilimento di Pomigliano d'Arco. "Oggi Pomigliano soffre la crisi della produzione Alfa Romeo che e' debole in questo momento. Ma nell'accordo con la Fiat - ha sottolineato il ministro - si prevede lo sviluppo di Pomigliano d'Arco portando in Italia e producendo nello stabilimento campano la Panda, che attualmente e' prodotta in Polonia e che e' il modello di punta nella vendite della Fiat. Quindi, per Pomigliano c'e' un percorso di crescita". A proposito degli incentivi Scajola ha poi detto che "la Fiat ha avuto, come molte imprese industriali italiane, aiuti per il loro sviluppo. I 270 milioni di cui si parla sono quelli dati per la ricerca e gli investimenti negli ultimi anni. Certo e' che questi incentivi per gli investimenti in ricerca sono quelli che hanno permesso alla Fiat di avere prodotti innovativi e, quindi, di riuscire anche a vincere la battaglia per diventare la padrona della Chrysler. Non dovranno essere restituiti, ma sono un grande impegno perche' la Fiat sviluppi maggiormente la sua italianita' e la sua presenza in Italia".
Fiom, Fim, Uilm e Ugl hanno tenuto questa mattina a Termini Imerese assemblee con i lavoratori dello stabilimento automobilistico e delle aziende dell'indotto per informare i metalmeccanici sull'andamento del tavolo al ministero dello Sviluppo Economico, dove il prossimo appuntamento sul futuro dell'impiano siciliano che la Fiat vuole chiudere dal 2012 e' fissato per il 5 marzo. Altre assemblee sono programmate anche nel pomeriggio.
Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, manifesta "ampia disponibilita' ad affrontare con i sindaci dei paesi del comprensorio di Termini Imerese i problemi connessi al futuro dello stabilimento Fiat".
"In questo momento di grande difficolta' per i lavoratori del polo industriale - sottolinea Lombardo - il governo della Regione e' impegnato a ricercare tutte le possibili soluzioni affinche' non si perda un solo posto di lavoro".
"Su Termini Imerese tutti noi trepidiamo perche' io penso che da tre anni faccio appello per sederci attorno ad un tavolo vedendo il degradarsi di una situazione che poi puo' portare a delle decisioni come quelle prese dalla dirigenza della Fiat e che sara' difficile riuscire a modificare". Lo ha detto l'arcivescovo di Palermo, monsignor Paolo Romeo, aprendo stamani a Caltanissetta i lavori della Conferenza episcopale siciliana, da lui stesso presieduta. "Io credo ancora -ha aggiunto il prelato- nella possibilita' di un impegno da parte della Fiat a riconvertire questa azienda e credo nella volonta' del Governo. Ma tutto questo richiede un'unita' di sforzi perche' bisogna mettere da parte tutte le divisioni politiche, amministrative e di equilibrio che si vogliono creare e mettersi attorno ad un tavolo. Ho visto con compiacenza -ha proseguito l'arcivescovo- che nel mese scorso si sono aperti cammini piu' concreti e ora bisognera' con pazienza vedere qual e' la via d'uscita perche' ancora le posizioni sono distanti ma con la volonta' di tutti e' ancora possibile garantire un futuro allo stabilimento di Termini Imerese o procedere ad una riconversione industriale legata al settore automobilistico. Ma non e' solo questa situazione a preoccupare -ha notato monsignor Romeo- ma piu' in generale quella del Mezzogiorno perche' a pagare sono sempre le fasce piu' deboli".



 
 
 
 
 
 
 
 
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